245.1 Vegetazione e funghi 4
FUNGHI E AMBIENTE
LA VEGETAZIONE E I FUNGHI DEL BOSCO MEDITERRANEO
(Parte quarta)
Nei luoghi umidi del bosco, provvisti di sostanze azotate, incontriamo gruppetti di funghi dall’odore di cocomero, Macroystidia cucumis (Pers. ex Fr.) Heim, non commestibili; nei luoghi più aperti ed ariosi, invece, si incontrano diverse specie di Melanoleuche, funghi saprofiti e commestibili, come la Malanoleuca dal piede corto, Melanoleuca brevipes (Bull. ex Fr.) Pat., (scheda n. 227); la Melanoleuca dalle lamelle biancastre, Melanoleuca leucophylloides (Bon) Bon; la Melanoleuca comune, Melanoleuca melaleuca (Pers. ex Fr.) Murril; la Melanoleuca dal cappello piccolo, Melanoleuca microcephala (Karts.) Metr.; la Melanoleuca bianco-grigia, Melanoleuca polioleuca (Fr.) Kühn. & Maire; la Melanoleuca difficile, Melanoleuca stridula (Fr.) Singer.
Resupinato su tronchi di leccio morto incontriamo il Poliporo di cuoio, Meruliopsis corium (Fr.) Ginns, non commestibile, mentre un forte odore sgradevole ci fa individuare il Marasmio che puzza di cavolo marcio, Micromphale brassicolens (Rom.) Orton, saprofita di residui legnosi sia di aghifoglie che di latifoglie, non commestibile; ancora più putrido, direi cadaverico, quello del Piccolo fallo canino, Mutinus caninus (Huds. ex Pers.) Fr., saprofita, naturalmente non commestibile. Si possono incontrare una serie di micene, quali: la Micena vestita, Mycena amicta (Fr.) Quélet, che cresce su pigne e residui legnosi di pino, non commestibile; la bella Micena Arcangeliana, Mycena arcangeliana Bres., anch’essa crescente su residui legnosi di numerose essenze e non commestibile; la Micena con il piede peloso, Mycena capillaripes Peck, rinvenibile a volte in gran quantità sugli aghi di pino, non commestibile; la Micena del latte, Mycena galopus (Pers. ex Fr.) P. Kumm. che cresce alla base dei tronchi e su residui legnosi, non commestibile; la Micena graminicola, Mycena graminicola Robic, che vegeta gregaria fra residui di graminacee in decomposizione, ai bordi delle radure del bosco, non commestibile; la Micena dal piede sanguinante, Mycena haematopus (Pers. ex Fr.) Kummer, rinvenibile in cespi numerosi su legno in decomposizione al suolo, non commestibile; la Micena a lamelle larghe, Mycena latifolia (Peck) A.H. Smith, che cresce solitaria o gregaria, in luoghi umidi, nel bosco, non commestibile; la Micena dal piccolo cappello, Mycena leptocephala (Pers. ex Fr.) Gillet, che cresce su aghi di pino e legno in decomposizione, non commestibile. Infine la Micena pura, la Micena pura bianca e la Micena rosea, Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer, (scheda n. 155), Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer fo. alba e Mycena rosea (Bull.) Gramberg, crescono saprofiti su rametti, frustuli, aghi, foglie in decomposizione e sono specie velenose mentre la Micena di M. de Seynes, Mycena seynesii Quél., che vive su pigne, legni e tronchi di pino, risulta soltanto non commestibile. Poi, se siamo veramente fortunati, possiamo incontrare, il rarissimo Fungo colino, Myriostoma coliforme (Dicks. ex Pers.) Corda, saprofita senza valore alimentare, (scheda n. 238). Su terreno bruciato, saprofita gregario, fra gli aghi di pino, cresce l’Onfalia scura, Myxomphalia maura (Fr. ex Fr.) Hora, anch’essa senza valore alimentare. Su legno morto di pino, formando numerose mensole, cresce il Poliporo fragile, Oligoporus fragilis (Fr.) Gilbertson & Ryv., non commestibile; sui tronchi di latifoglie vivi o marcescenti vive il Fungo dell’olivo, Omphalotus olearius (DC. ex Fr.) Singer, specie molto velenosa, (scheda n. 65), mentre su tronchi di latifoglia molto degradati, vive la Clitocibe del legno, Ossicaulis lignatilis (Pers. ex Fr.) Redh. & Ginns, fungo non commestibile. Una serie di Paneoli, tutti velenosi vivono da saprofiti: su sterco di cavallo, il Paneolo campanulato, Panaeolus campanulatus (L. ex Pers.) Quélet, (scheda n. 174); sui luoghi bruciati il Paneolo con goccioline, Panaeolus guttulatus Bresadola, mentre il Paneolo marezzato, Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fr.) Quélet, cresce su sterco di animali vari; il Paneolo di Ricken, Panaeolus rickenii Hora, vive fra l’erba delle radure e anche su sterco; anche il Paneolo orlato, Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél. risulta fimicolo, (scheda n. 102).
Il Panello astrigente, Panellus stipticus (Bull. ex Fr.) Karsten, cresce a gruppi su ceppi e tronchi di lecci e non è commestibile, perche amaro; il Paxillo peloso, Paxillus atrotomentosus (Batsch ex Fr.) Fries, si trova sui ceppi e sulle radici dei pini ed è velenoso, (scheda n. 41); il Paxillo involuto, Paxillus involutus (Batsch ex Fr.) Fries, è un saprofita sia terricolo che lignicolo, sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenoso, (scheda n. 163); su legno di pino in decomposizione vive il Paxillo corrugato, Paxillus panuoides (Fr. ex Fr.) Fries, velenoso; la Tazza di aceto, Helvella acetabulum (L. ex Fr.) Quélet, vegeta come saprofita, ma a volte anche simbionte sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenosa; l’Elvella bianco-nera, Helvella leucomelaena (Pers.) Nannfeldt, saprofita o simbione soprattutto di pini, velenosa, (scheda n. 234); la Peziza bruna, Peziza badia Pers. ex Mérat, saprofita di latifoglie e di aghifoglie, senza valore alimentare; la Peziza bruno-violacea, Peziza badioconfusa Korf., specie saprofita, vegeta soprattutto sotto latifoglie ed è senza valore alimentare; la Peziza vescicolosa, Peziza vesiculosa Bull. ex St. Amans, saprofita su residui legnosi, paglia e sterco è anch’essa senza valore alimentare, (scheda n. 75). Il Satirone, Phallus impudicus L. ex Pers., specie saprofita terricola, cresce in ogni ambiente del bosco ed è una specie non commestibile per l’odore fetido; il Fungo sugheroso guancialiforme, Phellinus torulosus (Pers. ex Pers.) Bourd. & Galz, lignicolo, cresce soprattutto alla base di tronchi di lecci, ma anche di altri arbusti mediterranei e non è commestibile perché legnoso; il Dentino nero, Phellodon niger (Fr. ex Fr.) Karsten, cresce da saprofita sia sotto latifoglie che aghifoglie e non è non commestibile; la Flammula delle carbonaie, Pholiota highlandensis (Peck) Smith, si rinviene da saprofita su terrene bruciato del bosco, anch’esso non commestibile perché amaro.
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