266. Osteina obducta
Scheda n. 266 - Ottobre 2011 - Riferimento pag. 39
OSTEINA OBDUCTA (Bark.) Donk 1966
Foto S. Ascarelli
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Sinonimi
Polyporus obductus Berkeley 1845, Polyporus osseus Kalchbrenner 1865, Grifola obduscta (Berk.) Aoshima & Faruk 1963, Oligoporus obductus Gilbert & Ryvarden. 1985.
Volg. Poliporo osseo
Etimologia
Osteina = ossicino (dal latino os, ossis = osso ) ?
obducta = ricoperto, incrostato (dal verbo latino obduco)
Sistematica
Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomy-cetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Polyporales, Famiglia: Fomitopsidaceae, Ge-nere: Osteina, Specie: obducta..
Commestibilità
Non commestibile.
Descrizione
Il nome specifico del sinonimo Polyporus osseus rende bene l’idea: si tratta infatti di un basidiomicete a tubuli e pori che per il colore bianco e per la carne che, essiccando, diviene molto dura, può far pensa-re ad un osso attaccato al legno, vivo o morto, di un albero.
Il cappello, spesso saldato con quello dei carpofori più vicini e concresciuti da un unico stipite, è arro-tondato irregolarmente e presenta un margine sottile e ondulato. La superficie è appiattita, talora depressa al centro, liscia, glabra, da bianco candido a bianco avorio o bianco crema.
La parete imeniale, è costituita da corti tubuli non separabili dalla carne, che terminano in piccoli pori bianchi arrotondati, in parte decorrenti sul gambo.
Il piede, piuttosto corto e tozzo, è spesso eccentrico e tende a ramificarsi più volte in modo da disporsi come base per diversi carpofori cespitosi e concresciuti. Anche il gambo è biancastro.
Carne bianca, inizialmente coriacea ma elastica poi dura come ossa e di consistenza cornea. Odore fungino.
Basidiospore ialine, lisce, non amiloidi, con pareti sottili, di forma cilindrica (4,5 / 7 x 1,5 / 2,5 micron), leggermente piegate e con evidente poro germinativo. Sporata bianca
Specie lignicola, poco comune, annuale, cresce in estate su tronchi o su ceppaie di aghifoglie (soprattutto larici ed abeti) raramente su legno di latifoglie (querce e betulle).
E’ agente di carie brunastra.
Possibilità di scambio.
E’ simile, per il colore bianco degli sporofori, ad alcune specie del genere Poria, in particolare Poria styptica (Pers.) Julich (crescente su legno ammalo rato di conifere di montagna) e Poria floriformis (Quel.) Julich (simbionte esclusivo di Pinus pinea). Ambedue queste specie hanno carne di consistenza molto più tenera ed un sapore amarognolo ed astringente.
Bibliografia
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Monografie:
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(Sandro Ascarelli)
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