281. Echinoderma carinii
Scheda n. 281 - Gennaio 2012 - Riferimento n. 658
ECHINODERMA CARINII (Bres.) Bon 1991
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Sinonimi
Lepiota carinii Bresadola 1929, Lepiota echinella vsr. asperula Quèlet & Bern. Lepiota eriophora var. asperula (Peck) Knud. 1970.
Volg. : Lepiota di Carini.
Etimologia
Echinoderma = con la pelle aculeata (dal greco ekhinòs = spina, aculeo e dèrma = pelle),
carinii = riguarda il micologo Giovanni Carini (1883-1943) cui la specie è dedicata.
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Echinoderma, Specie: carinii.
Commestibilità
Specie probabilmente velenosa.
Descrizione
Appartiene ad un gruppo di Lepiote con asperità evidenti sul cappello e che non sono commestibili a causa dei loro sapori ed odori sgradevoli e, a volte, come in questo caso, possono risultare velenose.
Cappello da 30 fino a 70 mm di diametro, carnoso, inizialmente convesso, a volte un po’ campanulato, infine espanso con leggera umbonatura; da marrone chiaro a beige decorato da residui cotonosi che gli conferiscono un aspetto feltrato; cuticola rivestita da squamule irte, presto labili, più evidenti verso l’umbone, di colore brunastro con toni rugginosi.
Lamelle mediamente fitte, strette e libere al gambo, intercalate da numerose lamellule; bianche all’inizio poi crema.
Il gambo misura 60 x 10 mm e, mentre in giovane età è fasciato da un velo doppio membranoso che lo unisce al bordo del cappello, scomparso il velo, si presenta cilindrico, con tendenza ad ingrossarsi verso la base, rivestito da squamule simile a quelle del cappello e con un anello che presto si dissocia, lasciando, sul gambo stesso, tracce di anello biancastro con granulazioni brunastre.
La carne è biancastra, con odore e sapore acidulo.
Spore 4-5 x 2,7-3 micron, ellittiche, singolarmente ialine, bianche in massa.
Cresce in estate ed in autunno nei boschi misti, nelle radure erbose, nei parchi e nei giardini. Specie termofila.
Possibilità di scambio
La presente specie potrebbe essere confusa con Echinoderma asperum, (vedi scheda n. 121), che però ha dimensioni maggiori.
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(Gianfranco Sperati)
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