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288. Crucibulum laeve

Scheda n. 288        -        Febbraio 2012        -        Rif. 1740

 

  

CRUCIBULUM  LAEVE  (Huds.) Kambly 1936

 

  288. Crucibulum laeveFoto G. Sperati

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Sinonimi

Cyathus crucibulum Persoon, 1801, Cyathus laevis De Candolle, 1805,  Nidularia crucibulum (Pers.) Secretano, 1833, Crucibulum vulgare Tulasne 1844, Nidularia junglandicola Schweinitz 1888, Crucibulum crucibuliformis Write 1902.

 

Etimologia

Crucibulum = crogiolo, lanterna (dal latino)

laeve = liscio (dal latino) per la parete interna non striata del carpoforo.

 

Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Amastigomycota,  Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomy-cetes, Subclasse: Gasteromycetideae,  Ordine: Nidulariales,  Famiglia: Nidulariaceae,  Genere: Cruci-bulum,  Specie: laeve.

 

Commestibilità

Senza alcun interesse alimentare.

 

Descrizione

Trattando del Cyatus striatus (Huds. : Pers.) Wildenow (scheda n. 80) abbiamo avuto modo di accen-nare alle caratteristiche della famiglia delle Nidulariaceae. A tale famiglia appartengono basidiomi terricoli o lignicoli a forma di piccoli nidi o di bicchierini con peridio, liscio o striato, inizialmente chiuso da un velo (epifragma) che poi, a maturità, si fessura e scompare lasciando intravedere sul fondo alcuni peridioli a forma di lenticchie o di piccole uova nei quali sono racchiuse le spore. I peridioli possono essere liberi oppure ancorati al fondo del carpoforo per mezzo di un sottile funicolo destinato tuttavia a rompersi e a scomparire. I peridioli  verranno proiettati al di fuori del corpo fruttifero mediante l’azione del vento che, ruotando all’interno del bicchierino, produce un vortice d’aria capace di sollevare e disseminare intorno i peridioli stessi. Questi ultimi possono essere lanciati all’esterno anche in virtù dell’energia cinetica causata, ad esempio, da una goccia d’acqua.

I principali generi europei ascritti alla famiglia delle Nidulariaceae sono: Crucibulum, Cyathus e Nidularia.

Una corretta identificazione di Crucibulum laeve può essere raggiunta osservando il colore giallino o ocra chiaro del carpoforo, il coperchio (epifragma) che, almeno all’inizio, chiude il basidiocarpo a protezione dei peridioli, il peduncolo (funicolo) che lega i peridioli al fondo della parete peridiale monostratica e, al microscopio, le spore prive di filamenti tipo parafisi.

I carpofori di C. laeve hanno un’altezza che difficilmente raggiunge un centimetro ed un diametro (nella parte più larga) di 5 / 7 millimetri. Globosi all’inizio, prendono poi una forma conica allargata verso l’alto e coperta in gioventù dall’epifragma membranoso destinato poi a lacerarsi e a dissociarsi lasciando intra-vedere i peridioli a forma di piccole uova o di lenticchie di colore biancastro ancorati al fondo mediante un funicolo. Espulsi i peridioli, rimane l’involucro ormai vuoto con l’interno liscio e di colore chiaro.

Carne di poca consistenza, piuttosto molle ma poi dura e coriacea.

Spore ialine, lisce, ellittiche, 7,5 / 10 x 3,5 / 5 μm., racchiuse nei peridioli.

Fungo saprofita, cresce in numerosi esemplari ravvicinati, su legno marcescente, su rametti o residui vegetali, su paglia in decomposizione, in estate e fino al tardo autunno.

 

Possibilità di scambio.

Specie unica del genere Crucibulum, se ne conoscono tuttavia alcune varietà di cui la più frequente in Europa è Crucibulum laeve var. cyathiformis Brodie 1975.

 

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(Sandro Ascarelli)