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289. Lepiota tyrrhenica

Scheda n. 289          -        Febbraio 2012         -         Riferimento n. -------

 

 

 

LEPIOTA TYRRHENICA  Tiberi & Sperati

 

289. Lepiota tyrrhenica Foto G. Sperati
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Sinonimi

Volg. : Lepiota tirrenica

 

Etimologia

Lepiota =  orecchio squamoso (dal greco lepis = squama e ous, outòs = orecchio)
tyrrhenica, si riferisce al mare che bagna il litorale romano.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota,  Specie: tyrrhenica.

 

Commestibilità

 È da considerare specie sospetta.

 

Descrizione

Questa bella Lepiota è stata dal mio amico Gualberto Tiberi e da me identificata, descritta e pubblicata sul numero 49-50 del Bollettino dell’Amer (Associazione Micologica-Ecolgica Romana) nel 2001 a pagg. 51-57, dopo una serie di ritrovamenti nel bosco di Castel Fusano fra Lecci e Pini da pinoli negli anni 1999, 2000 e 2001. Ve ne do qui di seguito la descrizione.

Cappello da 50 a 100 mm di diametro, prima vagamente trapezoidale-campanulato poi convesso, infine  disteso; disco bruno-porpora, per lungo tempo unito, altrove con tonalità porporine e desquamato in senso concentrico fino al margine, al di sotto delle squamule la superficie appare bianco-rosata e la cuticola, completamente separabile, si presenta leggermente debordante verso le lamelle.

Lamelle da subventricose a ventricose, larghe fino a 7 mm, mediamente fitte, libere, intercalate da numerose lamellule di varia lunghezza, bianche e finemente erose sul filo.

Gambo 60-140 x 10-15 mm, cilindrico, privo di anello, decorato, soprattutto nel giovane, da squame concolori al cappello; nella parte superiore è di un bianco-crema-rosato, che appare unicamente in seguito alla dissociazione di un velo parziale araneoso, bianco, pluristratificato, molto simile al velo presente in talune specie del genere Cortinarius; internamente è fistoloso-canalicolato ed in luogo  della carne è riempito di una bambagia bianca; alla base sono presenti rizoidi ramificati di colore crema-rosato.

Carne bianca, con una linea bruno-porpora sotto la cuticola del disco, talora virante al roseo-vinoso nella zona subcorticale del gambo; l’odore ricorda quello di Lepiota cristata con componente fruttata.

Spore (6) 7,5 (8 )x 3,7-4,5 (5) micron, ovato-ellittiche, ialine, bianche in massa.

Cresce nell’autunno inoltrato sotto Quercus ilex e Pinus pinea, tipicamente in zona mediterranea.

 

Possibilità di scambio

Si potrebbe confondere con Lepiota cortinarius per la presenza del fitto velo parziale araneoso, ma di diverso colore e con le spore fusiformi-speronate. Specie velenosa. 

 

Bibliografia

Bollettino 49-50 dell’Amer (Associazione Micologica-Ecolgica Romana) Roma 2001, pagg. 51-57.


(
Gianfranco Sperati)