jNews Module

There is no list available.

Joomla : Siliberti fotovideo

293. Inonotus tamaricis

 Scheda n. 293           -          Febbraio  2012         -          Riferimento: -----

 

  

INONOTUS TAMARICI  (Pat.) Maire

 

 293. Inonotus tamaricisFoto: Gianfranco Sperati

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

 

Sinonimi

Volg.: Poliporo del Tamerice


Etimologia

Inonotus  = orecchio (o cappello) fibroso (dal greco is, inòs = fibra e oùs,  otòs = orecchio,

tamaricis = dal latino e fa riferimento alle piante di tamerici di cui è simbionte..

 


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota,  Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Hymenochaetales, Famiglia: Hymenochaeta-ceae, Genere: Inonotus, Specie: tamarici.

 

Commestibilità

Non commestibile.

 

Descrizione.

È  presente su quasi tutte le piante di Tamarix africana e di Tamarix gallica, cresce sia verso la base della pianta che all’inizio delle prime biforcazioni; inizialmente molto comune lungo le coste.

Il fungo, parassita lignicolo,  è, nel suo insieme pileato, dimidiato e sessile.

Il cappello, di 50-200 mm di larghezza, sporge 60-120 mm dal substrato lignicolo ospite e misura 20-70 mm di spessore; inizialmente si presenta come un abbozzo informe poi si differenzia assumendo la forma di una spessa mensola convesso-pulvinata o subemisferica, con la superficie rivestita di peli ruvidi molto corti, che tendono poi a scomparire con la maturazione; la colorazione è uniformemente giallo-brunastra, brunastro fulva nel vecchio e il margine costantemente più pallido carnoso e arrotondato.

I tubuli, lunghi da 5 a 25 mm, sono inizialmente giallastro chiaro poi giallo aranciato-rossiccio; i pori sono dapprima giallastri poi ocra-brunastri, più o meno tondeggianti nell’immaturo, irregolari, distribuiti in numero di 1 o 2 per millimetro quadrato.

La carne, molto spessa e percorsa da zonature orizzontali è fibroso-spugnosa nel giovane, poi diviene coriacea,  colorata di giallo-brunastro con toni più scuri in corrispondenza delle zonature; all’attaccatura del cappello con il legno dell’albero è presente un fitto intreccio miceliare spugnoso-fibroso.

Le spore di 7-9,5x5-7 micron, ellissoidali, sono bruno-rugginose in massa.

Vive esclusivamente su tronchi viventi di Tamarix, in ambiente mediterraneo, dall’ autunno fino all’inverno inoltrato, pertanto non può essere confuso con altre specie lignicole.

 

Bibliografia

Jacottet J.  : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 221;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 5, foto n. 2002;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 270;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 44,  foto 524 ;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 614, tav. 480;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1996, collez. 15, tav. 722;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 257;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 2,pag. 254 in nota;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 290;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 542;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 568 n. 1606;

Tiberi G. e Sperati G. :  I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 511;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol.  7, pag. 63,  n. 669.

 

(Gianfranco Sperati)